Il più grande teatro lirico all'aperto
Ogni estate, da giugno a settembre, l'anfiteatro romano di Verona diventa un teatro d'opera. L'Arena di Verona Opera Festival è uno degli appuntamenti musicali più celebri al mondo, e l'Arena è spesso definita il più grande teatro lirico all'aperto: per gli spettacoli estivi la capienza è stata calcolata in circa 22.000 persone. Da Colombare di Sirmione, Verona è a una quarantina di chilometri: abbastanza vicina per una serata indimenticabile.
Un anfiteatro di duemila anni
L'Arena fu costruita nel I secolo d.C.: secondo gli studiosi era probabilmente già completa intorno al 30 d.C. In epoca romana poteva ospitare circa 30.000 spettatori. La facciata è in calcare rosso ammonitico della Valpolicella, con blocchi squadrati posati senza malta. Dell'anello esterno originario, danneggiato dai terremoti medievali, resta solo un tratto di quattro arcate su tre ordini, chiamato l'Ala: lo vedete illuminato nella foto, sopra le gradinate. Fra il 1953 e il 1956 l'Ala fu consolidata con un sistema di cavi d'acciaio progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi. Nel complesso l'anfiteatro misura circa 152 metri per 123 ed è alto 31 metri: per dimensioni è il quarto anfiteatro romano d'Italia.
Come nacque il festival: l'Aida del 1913
La storia comincia il 10 agosto 1913. Per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi, il tenore veronese Giovanni Zenatello, insieme all'impresario Ottone Rovato, decise di portare l'opera dentro l'Arena. Fu messa in scena l'Aida, diretta da Tullio Serafin, con scenografie tridimensionali al posto dei tradizionali fondali dipinti. Il successo fu enorme, e fra il pubblico, racconta Visit Verona, c'erano nomi come Puccini, Boito, Mascagni e Kafka.
Da allora il festival si è ripetuto quasi ogni estate: lo hanno interrotto solo le due guerre mondiali, e nell'estate della pandemia la stagione fu sostituita da un programma ridotto a causa della pandemia. Dal 1936 lo organizza la Fondazione Arena di Verona. L'Aida è rimasta il titolo simbolo del festival, accanto ai grandi titoli del repertorio italiano.
Di recente l'UNESCO ha iscritto la pratica del canto lirico in Italia nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità: un riconoscimento che all'Arena si sente in modo particolare.
Le candele sulle gradinate
Una delle tradizioni più amate riguarda il pubblico. Per consuetudine, quando cala il buio e lo spettacolo sta per iniziare, sulle gradinate si accendono piccole candele, e l'anfiteatro si riempie di migliaia di luci tremolanti. È un momento che chi lo ha vissuto difficilmente dimentica, e che vale da solo il viaggio.
Consigli per la serata
- Arrivate con largo anticipo: Piazza Bra si anima già dal tardo pomeriggio, e la passeggiata sul Liston prima dello spettacolo fa parte del rito.
- Le opere sono lunghe e finiscono a notte fonda: organizzate il rientro prima di partire, soprattutto se viaggiate in auto.
- Sulle gradinate in pietra le serate possono rinfrescarsi: uno strato in più è sempre utile.
- In caso di pioggia lo spettacolo può essere sospeso o ritardato: seguite le comunicazioni ufficiali della Fondazione.
- Se è la vostra prima volta, scegliete un titolo popolare: l'Aida è la scelta più classica.
Una giornata a Verona, una serata all'opera
Il modo migliore per vivere l'Arena è dedicare a Verona l'intera giornata: la mattina in centro, fra Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori, una pausa nel pomeriggio e poi lo spettacolo. Trovate un itinerario completo in Verona in giornata da Sirmione. E per gli altri appuntamenti dell'estate, leggete L'estate a Sirmione e sul Garda.
Dopo l'opera, il lago
Memy's House, a Colombare di Sirmione, è a una quarantina di chilometri da Verona. Il servizio Concierge può organizzare su richiesta visite guidate in lingua della città.
